Marisela Federici: Ritratto di Signora

Scritto da: -

Marisela Federici è la signora più chic dei salotti romani. Non ha mai seguito le mode, diventando per la Moda un'icona senza tempo. Leggete la sua intervista esclusiva!

Valdarnini51113MariselaCalendarioB0069P 0314 BN.jpg

Qualche mese fa, all’inizio di quest’anno, dopo esserci incontrate a una meravigliosa sfilata d’alta moda di Raffaella Curiel che presentava la sua collezione primavera-estate 2012, Marisela Federici, una delle Signore più eleganti e charmant non solo di Roma e d’Italia, ma del mondo, ci ha fatto l’onore di concederci un’intervista in esclusiva che pubblichiamo qui di seguito.
Di una bellezza rara e luminosa, come una splendida orchidea nera, fiore superbo dalle mille suggestioni, Marisela Federici è molto più di un’icona senza tempo.
È una donna vera che ha vissuto una vita vera. Piena di intense emozioni, grandi amori e amicizie profonde.
Marisela è il suo sorriso. Marisela è pura joie de vivre.
Passionalità latina e aplomb europeo: chi può competere con questo ensamble?

Si resta sempre incantati quando lei fa il suo ingresso in una sala.
Credo perché porta con sé un alone di naturale perfezione verso cui le altre donne disperatamente tendono, anche per tutta la vita, senza mai nemmeno sfiorarla.
Forse basterebbe essere se stesse. Ma a volte essere se stesse non basta quando si è al cospetto di una donna così magnetica, colta e intensa.
Si può solo prendere atto che creature dotate di una allure suprema esistono, anche se sono rare, per l’appunto, come splendide orchidee nere.

WhyModa (di seguito W) Lei è una delle donne più incantevoli che esistano al mondo. Ha una bellezza luminosa, serena, trasmette pura joie de vivre grazie al suo sorriso. È importante sapere sorridere nella vita?
Marisela Federici (di seguito M.F.) Personalmente considero questa affermazione eccessiva. Non mi sono mai considerata tale! C’è un culto del gusto ed è estremamente personale. Le cose che piacciono ad alcuni non sempre piacciono ad altri e piacere a tutti è preoccupante. Il sorriso, invece, è la migliore presentazione. Una persona che non sorride mai non è veramente seria! Sorridere è come aprire la prima porta di se stesso…

W : Ha mai avuto una icona di riferimento, qualcuno a cui da bambina sognava di assomigliare?
M.F.: Quando ero piccola guardavo la mia immagine riflessa negli specchi e volevo vedermi già grande come mia madre. Mi piaceva perché lei suscitava un immediato rispetto. Aveva un bel portamento, era imponente nel conversare, nel camminare, nel guardare, perfino nel volere. Dall’età di 14 anni ho voluto raccogliermi i capelli in uno chignon e da allora non ho mai cambiato pettinatura.
Trovavo bellissima l’attrice messicana Maria Felix, ma ero anche affascinata dalla Duchessa di Windsor che trovavo stranamente bella, tutta particolare.

W: Lei è latina al quadrato. Per nascita, come sudamericana, e perché ormai romana d’adozione. Cosa significa essere una donna latina? Lei è bon ton, ma esuberante, un mix perfetto!
M.F.: Sono nata a Caracas, Venezuela ,una rivoluzione politica cambiò il mio destino! Ho lasciato il mio paese 55 anni fa, ma l’entusiasmo e la gioia di vivere sono sempre dentro di me, come tanti altri sentimenti. Non è importante dove si nasce, importante è dove si “vive”. L’educazione che si riceve non ha nazionalità.

W: La bellezza le ha aperto molte porte o crede che si sarebbero aperte comunque perché ognuno di noi ha un suo destino?
M.F.: Certo la bellezza può aiutare, ma l’importante è saper mantenere le porte aperte, o non farsele chiudere in faccia. Ci vuole ben altro che bellezza o il destino: la prima perché è effimera, il secondo perché, come la fortuna o la sfortuna, non sono altro che frutto della prudenza o della imprudenza.

W: Come definirebbe il suo stile?
M.F.: Stile è saper scegliere ciò che ci valorizza di più, e non è facile. Amo lo stile senza tempo, amo i vestiti che posso indossare tutta la vita perché rappresentano non una “tendenza”, parola che detesto, ma il mio essere.
Non ho mai seguito la moda.

W: Qual è lo stilista che ha più amato?
M.F. : Ho amato Balenciaga, Chanel, Christian Dior, Lancetti. Oggi ammiro Valentino e il genio indiscusso del Maestro Capucci.

W: Qual è il suo colore preferito e, invece, quello che detesta di più?
M.F.: Non mi piacciono i tessuti stampati che su di me fanno molto “folklore”. Adoro i colori dell’arcobaleno e il nero, il Re dei non colori.

W: Qual è il suo abito in assoluto preferito, quello che salverebbe, per esempio, da un incendio se il suo guardaroba stesse per andare a fuoco?
M.F.: Un abito da cocktail Cristian Dior del 1952, ovviamente di mia madre. In pizzo nero chantilly, con una mantellina di una semplicità straordinaria. Delicatissimo, perfetto, eterno…

W: Lei è considerata una delle donne più eleganti del mondo. Cos’è per lei la vera eleganza?
M.F.: Grazie ma è meglio stemperare la lode, è esagerata! Rispondere “la semplicità” mi sembrerebbe banalissimo, preferisco dire: l’armonia. Sentirsi bene con quello che si indossa vuol dire che gli altri si ricorderanno più della persona che del vestito che portava. Questa per me è la vera eleganza.

W: Lei è abituata da sempre al fatto che appena varca la soglia di un salone tutti si voltano a guardarla ammirati. Dietro il suo look sempre perfetto c’è anche il rispetto e l’amore verso se stessa, il volersi bene?
M.F.: Mettersi in mostra è un arte che richiede un grande equilibrio. Il mostrarsi fa vivere le persone sul confine della vanità e questa, talvolta, sul confine della volgarità: ci vuole perciò grande attenzione.
Io sono sempre la stessa anche in casa. Mi sono abituata a vivere come se i muri avessero occhi. Ovviamente in tutto questo c’è molto amore, ma soprattutto rispetto per tutti e non solo per se stessi. È bello essere ammirata, ma è più importante conquistare l’affetto.

W: Secondo lei oggi chi è la donna più elegante che conosce o che le viene in mente?
M.F.: La donna più elegante che conosco, la Emira Mozah del Qatar, porta la moda con ironia, rispettando la sua religione. È bellissima e sempre affascinante.

W: Meglio le nozze reali inglesi o quelle monegasche?
M.F.: Meglio sposarsi per amore! Ma la mia simpatia va ai Duchi di Cambridge.

W: Quali consigli darebbe oggi a una ragazza per aiutarla a trovare il suo stile e sfuggire dalla futilità delle tendenze?
M.F.: Bisogna imparare a guardarsi allo specchio e, con grande sincerità, rispondersi se l’immagine riflessa corrisponde a quello che si vuole essere.
I gusti cambiano secondo i tempi, dietro la moda c’è tanto lavoro ma bisogna evitare di essere manichini che si vestono e svestono secondo le novità. Bisogna avere pazienza, cercare e provare come con un fidanzato!
Solo così si arriva a capire quello che ci sta bene e alla fine si crea il proprio stile. Comunque la qualità è sempre meglio della quantità.

W: Non c’è più un dress code definito, si è perso il senso del decoro, vale tutto e il contrario di tutto e la stravaganza, che spesso coincide con l’ineleganza, viene esaltata come simbolo di una personalità forte e dirompente. Invece, spesso, è solo sinonimo di insicurezza. Ci si mette al riparo dietro la corazza di un abito impetuoso che parli per chi non ha nulla da dire…
M.F.: L’eccesso di stravaganza è veramente disastroso, può far diventare un difetto il semplice desiderio di distinguersi. L’originalità fondata su un errore di stile diventa ridicola, serve soltanto a far ridere o a far parlare male di sè.
Non è bello diventare noto per il proprio esibizionismo. Per raggiungere il vero successo niente capricci, niente stravaganze, niente banale incertezza e niente volgarità. Ci vuole saggezza, educazione e rispetto per gli altri. Dopo tutto l’abito non fa il monaco.

W: Coco Chanel diceva che “il lusso non è il contrario della povertà, ma della volgarità”. È d’accordo?
M.F.: Il lusso senza cultura? Un abuso! Una strada aperta al consumismo e alla banalità.

W: Cos’è per lei oggi il vero lusso?
M.F.: Il vero lusso è una lingua in via d’estinzione che parlano in pochi, senza sforzi, con prudenza, senza ostentazione. Il “vero lusso” è un raro privilegio da apprezzare con dignità.

W: Roma, diceva Ennio Flaiano a Fellini, è la più provinciale delle città. E lo affermava negli anni Sessanta, in piena Dolce Vita. Cos’è diventata oggi Roma? Le piace ancora?
M.F.: Ennio Flaiano ha tuttora ragione! È tutto cosi diverso e finito! Della “Dolce Vita” è rimasto soltanto un bellissimo film. Questa Roma di oggi è estremamente effimera, poco motivata, priva di curiosità culturali. Forse noi allora eravamo più esigenti e coraggiosi.

W: La diverte ancora andare a party? Qual è stata la festa più memorabile cui ricorda di aver partecipato qui a Roma?
M.F.: Si! Una bella festa, ho detto sempre, è meglio dello psicoanalista, per me è uno sfogo importante. La più bella festa all’estero è stata una volta in India nel palazzo del Maharaja di Jaipur. A Roma presso la mia residenza sull’Appia Antica, “La Furibonda”… ricordo quei compleanni in famiglia, con i figli che arrivano da lontano e chiedono i menù di quando erano piccoli. La casa è sempre piena di fiori, tavole bellissime e atmosfera di festa. La musica che esce dalla chitarra del mio caro maestro ed io canto vecchie canzoni sudamericane: “Gracias a la vida” e altre così romantiche….Canto anche per il personale di casa per fargli passare la nostalgia dei loro paesi lontani … il vino, gli amici dell’anima, la famiglia  tutta una magia di emozioni e sentimenti. Queste sono le mie feste preferite!

W : Lei organizza spesso feste favolose: qual è la prima regola dell’arte del buon ricevere secondo Marisela Federici?
M.F.: Bisogna fare tutto nella propria cucina. Le ricette semplici sono le migliori, ma anche le più complicate! Bisogna avere sempre la musica, mescolare gli ospiti e far sentire ognuno come fosse a casa propria. Ci vuole molta disciplina, organizzazione e generosità. Ma alla fine è sempre una grande soddisfazione.

W: La sua migliore amica era Susanna Agnelli e ha conosciuto bene Gianni e Marella Agnelli. Che coppia erano? Entrambi charmant, lei apparentemente algida e altera. Ha nostalgia di quei temi e di quei personaggi così carismatici?
M.F.: Ho imparato con il tempo che gli amici, come il sesso, né si contano né si raccontano! Bisogna sapersi godere il privilegio della loro devozione in silenzio. La nostalgia del passato è l’unica cosa che veramente ci appartiene.

W: Che differenza c’è tra Roma e Milano, lei che le conosce entrambe così bene?
M.F.: Oggi Milano è tutta una pubblicità. La cosiddetta “Milano da bere” è diventata per i giovani e un po’ per tutti un eterno “happy hour”. Certo, Milano è più internazionale, culturalmente più vivace. Ma come ignorare il sole e la bellezza della “Città Eterna”? A Roma le si perdona tutto!

W: Cosa vorrebbe si dicesse di lei? Le è mai importato il giudizio della gente?
M.F.: Che ognuno dica quello che desidera! Peccato non poterlo sentire…
L’unico giudizio che mi interessa è quello della mia famiglia.

W: Il più bel complimento che ha mai ricevuto?
M. F. : Il più bel complimento me lo ha fatto Paolo, mio marito ed è per quello che l’ho sposato.

W: Grazie, davvero.
M.F. : Grazie a voi.

 

Marisela Federici intervista esclusiva! Marisela Federici intervista esclusiva! Marisela Federici intervista esclusiva! Marisela Federici intervista esclusiva!

Vota l'articolo:
4.00 su 5.00 basato su 59 voti.  
 
 

© 2004-2014 Blogo.it, alcuni diritti riservati sotto licenza Creative Commons.
Per informazioni pubblicitarie e progetti speciali su Blogo.it contattare la concessionaria esclusiva Populis Engage.

Whymoda.blogosfere.it fa parte del canale Blogo Donna di Blogo.it Srl socio unico - P. IVA 04699900967 - Sede legale: Via Pordenone 8 20132 Milano