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Costa Concordia incidente: il libro di Mara Parmegiani sul naufragio della Costa Concordia

Giovedì 2 Febbraio 2012, 21:30 in Donna Donna di

In esclusiva per WhyModa la copertina e le immagini tratte dal libro "L'Inchino. Storia di un naufragio", instant book dedicato da Mara Parmegiani al naufragio della Costa Concordia.

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Accusata da più parti di voler speculare su una tragedia di cui ci si dimentica troppo facilmente che lei stessa ne è stata vittima, la storica della moda Mara Parmegiani sta per lanciare un instant book per raccontare, lei che è cronista e giornalista, la verità sul naufragio della Costa Concordia.

Il titolo del libro è "L'Inchino. Storia di un naufragio" e noi che ne abbiamo avuto lettura in esclusiva possiamo assicurarvi che le pagine sono intense e drammatiche. Il racconto è diretto e appassionato, quasi furioso per la rabbia di aver visto tanta gente morire inutilmente in una placida serata di gennaio.

Dentro ci sono tutte le paure di una signora che era a bordo solo per portare il meglio della couture italiana in crociera, mostrandola a quante più persone possibile perché da sempre questa è la missione di una donna instancabile che ultimamente l'ha portata da un capo all'altro del globo per mostrare le meraviglie del made in Italy al mondo e che mai avrebbe immaginato di rischiare la vita, dopo tanti voli transoceanici, proprio a pochi chilometri da casa sua.

Eppure è andata così. La sua unica fortuna è stata quella di trovarsi vicina al ponte 4 (quello su cui sono stati radunati tutti i naufraghi in un esodo interminabile di gente disperata) e di aver sentito fortissimo il botto dell'urto della nave con lo scoglio maledetto proprio mentre era a cena.

Mara ha subito capito che gli appelli della sicurezza ai passeggeri di stare calmi e di tornare in cabina perché si trattava solo di un guasto al generatore, erano una pura sciocchezza perché quando sei a cena e dopo un urto violentissimo vedi volare in aria di tutto, cadere le persone, rovesciarsi tavoli e piangere bambini, qualcosa per forza sta succedendo. Sembrava una scena del Titanic e purtroppo lo è stato. Naturalmente i meravigliosi abiti couture che erano con lei sono andati persi in fondo al mare e sappiamo bene che per molta gente non sono che dei tessuti cuciti insieme.

Siamo tutti d'accordo, che ovvietà!, che ciò che conta sono solo le persone in questa triste storia, eppure erano dei capi assolutamente unici e per quanto possa sembrare superficiale non può non dispiacere se qualcosa che ha fatto la storia del Made in Italy nel mondo è andato perso per sempre per l'errore umano di un idiota assunto da un idiota ancora più grande.

Francamente riteniamo che nessuno possa giudicare il dolore di una signora come Mara Parmegiani che ha passato la sua intera vita a collezionare abiti meravigliosi sognando un giorno di lasciare allo Stato Italiano il suo tesoro.  Se qualcosa è tutta la tua vita, quando la perdi, perdi anche un po' di te. E state certi che una parte di Mara Parmegiani è sepolta sotto le acque dell'Isola del Giglio.

Certo, la vita è l'unica cosa che conta e tanti stilisti, come Camillo Bona e André Laug le hanno già fatto recapitare nella sua bellissima casa di Roma degli abiti couture da aggiungere al posto di quelli perduti, pur di farla riprendere dal suo trauma.

Ma a lei non basta. Mara Parmegiani è una giornalista e a differenza di chi ha gli occhi di lacrime, di chi a malapena riesce a parlare di un orrore più grande di lui, lei deve raccontare. È il suo mestiere e di questa vicenda è stata testimone diretta, a differenza di tanti menestrelli che ora le danno dell'avvoltoio... Perchè qui non si tratta di un libro che vuole speculare su una tragedia, come fanno tanti giornalisti a proposito di certi morbosi delitti di cronaca, ma di un racconto autobiografico e chi mai può impedire a qualcuno di raccontare la sua storia?

Non solo, la storia di Mara Parmegiani è una storia scritta per dar voce e testimonianza di tutti i naufraghi che come lei hanno vissuto quei momenti in cui nulla dipende più da noi e la vita è in mano alla sorte, alla fortuna o a Dio. Scegliete voi.

In questa roulette russa atroce in tanti non ce l'hanno fatta. Mara ci ha raccontato dell'incontro sul ponte n.4 con un papà che aveva in braccio una bambina che piangeva e che era coperta con qualcosa che non le apparteneva, forse un giubbotto di una persona adulta recuperato chissà dove nel caos generale.

Lui l'ha fermata e riconosciuta, sapeva che era la famosa giornalista. Mentre parlavano, la bambina continuava a piangere terrorizzata e Mara per darle un attimo di serenità, pur fuggevole in quei momenti drammatici, ha tirato fuori dalla borsa che si era per fortuna portata a cena, con documenti e cellulari con cui ha lanciato i primi sos, un piccolo orsacchiotto di swarovski che usava come portachiavi e gliel'ha regalato. La bambina le ha sorriso, poi i due si sono allontanati di corsa e a tutt'oggi Mara Parmegiani non sa se quel papà e quella dolce bambina ce l'hanno fatta a mettersi in salvo.

La giornalista lancia quindi un appello attraverso Blogosfere per scoprire se si sono salvati dalla tragedia. Mara, inoltre, ringrazia i filippini che hanno aiutato le persone a mettersi in salvo sulle scialuppe. Molti di loro piangevano, si facevano il segno della croce, ma hanno continuato a salvare vite umane, senza lasciarsi pietrificare dal panico.

Una volta scesi dalle scialuppe, in tanti sono stati dirottati nele chiese e negli alberghi della zona dove i soccorsi sono stati approntati come meglio si poteva dato che nessuno era preparato per un'emergenza del genere. Pubblichiamo, con il suo consenso, questa foto di Mara Parmegiani, rintanata in un armadio, terrorizzata, in una stanza con altri venti naufraghi come lei e un solo bagno.

A loro il libro "L'Inchino. Storia di un naufragio" darà la voce che meritano, perché è questa la differenza tra il vero giornalista-avvoltoio e Mara Parmegiani: lei c'era, lei ha visto tutto, lei ha avuto paura, sperato, pregato, mentre l'avvoltoio è solo un testimone di passaggio della scena di un delitto e gode dei picchi di audience scatenati sfruttando il dolore della gente.

mara parmegiani nell'armadio.jpg naufraghi concordia salvagente.jpg naufragio concordia nave inclinata.jpg arrivo naufraghi concordia porto santo stefano.jpg superstiti a porto santo stefano.jpg naufraghi in chiesa.jpg porto dell'isola del giglio.jpg molo isola giglio.jpg Senza titolo-1.jpg scialuppe.jpg naufraghi concordia.jpg l'inchino libro concordia mara parmegiani.jpg il ponte quattro della nave concordia.jpg 

LINK UTILI:

Naufragio Costa Concordia: la tragedia vista da Twitter . 

Naufragio Costa Concordia: gli aggiornamenti su Facebook.

Naufragio Costa Crociere: si cercano i dispersi, class action del Codacons.

Naufragio Costa Crociere: una tragedia 100 anni dopo il Titanic.

Naufragio Costa Crociere: il disastro della Costa Concordia al largo delle coste toscane.

100 anni di Titanic: ecco una infografica dettagliata.

6
6 commenti
6
05 Feb 2012
alle 17:54

Valerio

Vergognati!!! E se hai scritto un libro sulla tragedia dovresti pubblicarlo gratuitamente e non specularci! INFAME!

5
05 Feb 2012
alle 16:35

carla

io credo che la verità sia di chi ha vissuto il naufragio

4
05 Feb 2012
alle 15:16

Alessandro

La verità??? E chi è lei per stabilire la verità senza nemmeno che ci sia stato un processo?

3
05 Feb 2012
alle 01:27

Carla

Vergogna, vergogna, vergogna.

2
03 Feb 2012
alle 20:20

vulay

Su, non piangere, che mò ti potrai rifare per l'enoooorme perdita della tua preziosa collezione. E dopo il tuo disperato appello puo darsi che ritrovi anche l'orsacchiotto di swarovsky...

1
03 Feb 2012
alle 19:15

marco

VERGOGNA !!!!!!! non comprate questo libro , c'è chi cerca di guadagnare anche grazie ad una tragedia!!! ! ci sono ancora dispersi ( quasi sicuramente morti ) !!!!!! pensiamo a loro e non a questa ! 

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