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Altaroma gennaio 2012: il bon ton anni 60 di Stella Jean e Limited/Unlimited

Mercoledì 1 Febbraio 2012, 16:45 in INTERVISTE di

Moda e Cinema alla sfilata interculturale di Stella Jean, la stilista italo-haitiana che mixa culture ed epoche lontanissim, combinandole con il bon ton anni Sessanta.

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Moda e Cinema alla sfilata di Stella Jean, la stilista italo-haitiana che ieri ha presentato la sua collezione nel calendario di AltaRoma, con l'esclusivo supporto della proiezione della première del fashion movie: MADELEINE con la regia di Marco D'Amico e  realizzato da Studio DModa.
Il corto, ispirato alla pellicola del '58 "Vertigo" ("La donna che visse due volte") di Alfred Hitchcock, si è avvalso della partecipazione straordinaria dell'attore Francese Ivan Franek, celebre protagonista oltralpe di svariate pellicole girate con attori del calibro di Gerald Depardieu e Christian Clavier, mentre in Italia si è distinto  nel film "Brucio nel vento" di Silvio Soldini.

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"Jam Seasons" (marmellata di stagioni) è invece il titolo della Collezione P/E 2012 che h viatoin passerella sia la collezione P/E 2012 che un anticipo di A/I 2013: una coesione piacevole di spunti stilistici, per un'allure nostalgica e al contempo ironica. Unico comune denominatore: il bon ton degli anni '60.
Un'ispirazione che non intende far riferimento solo alle varie stagioni, ma anche a tradizioni, epoche e culture tra loro lontanissime, pronta a generare nuove forme di dialogo e commistione inter-culturale.
Il wax africano è stato combinato, in modo del tutto trasversale e imprevedibile, con stoffe hawaiane e richiami di convenzione gallica.
Non sono mancate lane tricot con ricami in punto maglia di forte tradizione italiana.


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                       Delfina Delettrez Fendi

NDR. E qui comincia la vera recensione. Stella Jean. Squadra che vince non si cambia. Ognuno ha il suo stile e quello di Stella è ben definito, ma la sua collezione invernale è troppo simile all'estiva, non c'è un mood diverso, solo tessuti più pesanti, anche se resta ugualmente molto interessante e sopra la media.
Perchè piuttosto non lanciare una bella linea di beachwear visto che sempre e solo di pret a portér si tratta? Andremmo matti per i suoi colori, sarebbe un vero spettacolo!
Infine, abbiamo sentito un bel po' di pareri di tanti addetti ai lavori a cui resta incomprensibile non il messaggio, quanto la pertinenza e l'utilità del pur pregevole video iniziale. Perchè legare "Vertigo" alla sfilata di Stella Jean?
Molto meglio l'abito presentato da Stella a Limited/Unlimeted, la mostra che a ogni stagione il presidente di AltaRoma si incapriccia di fare proponendo sempre gli stessi nomi e scegliendo location meravigliose a cui viene tolta l'illuminazione.
Si brancola nel buio ammirando capi di designer anche importanti in un blackout che non è solo elettrico, ma di idee. Quale sarebbe il fil rouge che lega tante creazioni? Ogni anno è un indovinello.
Che forse un abito al buio sembri migliore di quello che è?
In molti casi, data la pessima selezione, diremmo proprio di sì.
Si tratta, come al solito, dell'ennesima perdita di tempo per tanti giornalisti se si esclude il bell'abito di Stella Jean (che prescinde dal contesto, sarebbe splendido ovunque), Sylvio Giardina, Leitmotiv e pochissimi altri.

Persino quel geniaccio di Manish Arora, secondo noi l'unico degno erede di John Galliano alla maison Dior, si è limitato a inviare a Roma una anonima tunichetta, proprio lui che è l'Iperbole in persona.
Quella tunichetta secondo noi è il simbolo di come AltaRoma è vista nel mondo.
Non meritava altro che quello.
Amen.

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Non è deliziosa Stella Jean? Occhiai da nerd, look street e tanta simpatia.
We love her! 
Per fortuna esistono i Leitmotiv. Ma che ci fanno ad Altaroma?
E che ci facciamo noi???
Ci ha tirati un po' sù solo l'incontro con Sylvio Giardina, meraviglioso esempio di meraviglioso uomo che ha ricominciato tutto a quarant'anni. Si definisce "un ventenne con vent'anni di esperienza". Impossibile non adorarlo.
Al di là della retorica delle solite griffe plus size, Sylvio è l'unico che sta sperimentando il design applicato al concetto di no-size.
Gli abbiamo regalato un campione di "Oud" di Mona Di Iorio, splendida lady scomparsa troppo presto.

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