La moda passa, lo stile resta
Accolti dalla splendida padrona di casa, un'elegantissima Simona Travaglini, vestita per l'occasione con uno strepitoso abito di Mauro Gala, l'evento "Heart & Fashion" che si è tenuto ieri sera al Westin Excelsior di via Veneto è stato un autentico successo.
Finalmente la vera moda e i grandi eventi, organizzati con stile, cura ed eleganza ritornano nella Capitale. In effetti, ormai si possono contare sulle dita di una mano le manifestazioni con un aplomb di alto livello, "tutto il resto è noia" direbbe il Califfo e soprattutto soldi mal spesi e inutile fiera di vanità e morti di fama...
L'evento di ieri sera, grazie all'organizzazione di Simona Travaglini in primis, ed Emanuele Iurlaro, il grande lavoro di ufficio stampa di Antonio Falanga e la regia perfetta di Fulvio Valente, si distingue dalla massa amorfa dei soliti eventi 'alla romana' e, a parte la location, così intrisa di meravigliosi ricordi legati all'age d'or della Dolce Vita, potrebbe, data l'eleganza con cui è stato ideato, essersi svolto anche a Milano o a Parigi. Ovunque. Perché ha il respiro internazionale delle idee ben congeniate e realizzate.
In passerella ieri sera, in questo evento charity favore della Fondazione ASRALES Onlus, che fa riferimento alla Divisione di Reumatologia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore e combatte contro la sclerodermia, una malattia rara rare che colpisce soprattutto le donne tra i 30 e i 50 anni causando sclerosi, fibrosi e indurimento della cute e degli organi interni.
L'evento, condotto brillantemente, Jonis Bascir (eccezionale crooner, che atmosfera!) e Valeria Oppenheimer la cui classe ed eleganza è ben nota nel mondo dell'alta moda così come le sue doti comunicative e la carica di simpatia. Valeria nel corso della serata ha indossato, invidiatissima dalle signore in sala, gli abiti di Nino Lettieri, Mauro Gala, Luigi Borbone e Camillo Bona in una sequenza di cambi d'abito uno più bello dell'altro. Davvero seducente e raffinata, brava!
Proprio questi stilisti, oltre alla maison Bertoletti 1882, le installazioni di Alessio Spinelli e le creazione di haute joiallerie di Ariel Ortega, sono stati i grandi protagonisti di una serata charity particolarmente glamour.
Il primo a calcare la passerella è Nino Lettieri che non ha bisogno di presentazioni, ma solo di applausi a scena aperta per una collezione che è un distillato di puro charme ed eleganza. Bianco e nero sublimamenteinterpretati fino al coup de théâtre dell'abito da sposa: sontuoso, maestoso, assolutamente haute couture. Un vero incanto.
A seguire le applauditissime creazioni della maison Bertoletti 1882 che ha scelto di proporre un capo classico come la pelliccia in una chiave moderna e avantgarde, puntando su nuove meravigliose silhouette, colori accesi e inediti volumi e proporzioni, posizionandosi ufficialmente nel settore del lusso come l'unica vera pellicceria haute couture italiana, di recente inserita nel novero dei Negozi Storici di Eccellenza della città di Roma, una prestigiosa associazione di cui fa parte anche Bulgari. Un autentico patrimonio di storia e artigianato, di cui questa maison fa tesoro guardando però sempre e solo al futuro.
Alla fine della sfilata le modelle, con il volto coperto da una veletta con incise iconiche scritte fashion, sono rientrate in passerella una alla volta posizionandosi sul fondo per comporre la scritta "Bertoletti" sul fondo, mentre Francesco e Maria Luisa Bertoletti, accompagnati dalla bellissima figlioletta Maria Giulia, hanno calcato felici la passerella salutando la loro madrina d'eccezione della sfilata, la splendida Valeria Mangani, VicePresidente di AltaRoma letteralmente entusiasta di questa griffe al punto da omaggiarla indossando per l'occasione, su un bellissimo tailleur di Dolce & Gabbana, una preziosissima cappa in zibellino russo.
Davvero charmant e deluxe, come anche le scarpe che aveva ai suoi piedi, delle autentiche sculture-gioiello firmate da Damiano Marini, un altro giovane talento su cui Valeria Mangani ha espresso grandi parole di apprezzamento, definendolo "un artigiano della moda" perché, seppur giovanissimo, produce in serie limitata, e a mano, scarpe che sono pura poesia estetica.
A seguire la sfilata dall'allure più classy-chic, quella di Mauro Gala che, come sempre, ha incantato per l'elegante e sommesso bon ton delle sue creazioni.
Gli abiti, con una netta predominanza di tonalità neutre e delicate, sono stati come ideati per donne che amano giocare con stile con la propria femminilità, riuscendo ad essere fresche e sensuali senza mai perdere il loro charme di creature raffinate e bon chic bon genre.
Oltre ai bellissimi abiti da sposa, con giochi di tulle a pois, magnifici veli dècor anche asimmetrici e splendidi capospalla eterei e raffinati, Mauro Gala conferma tutta la volontà di voler rendere una donna una vera lady.
Dopo i favolosi abiti da sposa di Mauro Gala è il momento di Luigi Borbone, uno dei nomi nuovi su cui la couture, e non solo quella romana, scommette di più. Da lui ci si attendono sempre grandi cose e, per fortuna, non si resta mai delusi.
Coerente con il suo stile raffinato e garbato che ama dissacrare con dettagli ironici e assolutamente originali, come gli accessori e i capi tricotici di ieri sera (realizzati con veri capelli umani da antonio Ciaramella, come il top indossato dalla sua testimonial, la bella attrice Valeria Flore), Luigi Borbone, architetto, dimostra tutta la sua passione per le geometrie e il calcolo studiato di tagli e proporzioni grazie a silhouette che sembrano quasi tagliate con il rasoio. Abiti strizzatissimi e sensuali, dai volumi essenziali, capaci di esprimere con pochi felici dettagli tutta la potenza onirica dell'universo Luigi Borbone, sa come rendere una donna meravigliosamente upper class, contemporary e sensuale.
Molto atteso arriva anche il delicato intermezzo dei gioielli di Ariel Ortega, così delicati ed essenziali, vibranti e luminosi di una bellezza nuova e moderna che incanta per colori, forme e geometrie.
A chiudere le sfilate, ecco finalmente in scena il grandissimo Camillo Bona. Splendida collezione e chi era quella creatura divina che ha aperto e chiuso la sua sfilata? fin dal suo ingresso in pedana ha eclissato d'un lampo ogni altra modella della serata: mulatta, sorriso dolcissimo, corpo perfetto e assolutamente sensazionale! Un'alchimia perfetta tra lei e gli abiti che Camillo Bona ha scelto di farle indossare.
La sua collezione allegra, spiritosa e colorata è un saggio di vera maestria sartoriale oltre che un inno alla joie de vivre. Ballano i suoi abiti, volano leggeri ed è sempre uno spettacolo poter assistere ad una sua sfilata per ricordare che il vero made in Italy e l'artigianalità possono, e devono, andare di pari passo con il buon gusto e l'eleganza di capi assolutamente originali. Camillo Bona ha uno stile ben preciso, non si è mai rifatto a nessuno ed è uno dei pochi, francamente, di cui, guardando un abito, non riusciamo mai a dire "Ma lo sai, mi ricorda un po' l'abito di..." e secondo noi questo è qualcosa di unico e prodigioso. Si chiama personalità e talento. Bravo Camillo!
Si conclude quindi in bellezza, come in bellezza era iniziata, accolti nella hall dalle splendide installazioni delle scarpe di Alessio Spinelli, vincitore del concorso di Vogue Italia e AltaRoma, Who is on Next? 2011, una serata che non dimenticheremo perché la useremo come metro di misura per valutare gli altri eventi di moda e charity organizzati nella Capitale.
Qui di seguito una gallery degli ospiti presenti, tra cui unafavolosa Janet de Nardis vestita completamente Antonio Martino Couture con un tailleur blu-viola in lana con inserto in vita bianco e la K8, la mantella double face, abbinata in viola e marrone. Molto glam!
...sei sempre così gentile e cordiale con la tua sensibile e femminile professionalità. Grazie di vero cuore. Nino
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alle 21:15
simona Travaglini
I tuoi articoli mi emozionano ogni volta, anche se li leggessi cento volte, la centesima sarebbe sempre come la prima! Grazie. simona