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Chi sarà il successore di John Galliano? Anche in Italia c'è chi si scaglia contro la "Sarta Inquisizione" di Bernard Arnault e nessuno conosce la parola 'perdono'

Lunedì 7 Marzo 2011, 12:00 in CELEBRITA', EVENTI e DESIGN, STILISTI, beauty, lusso di

johngalliano il re dei re.jpg

Chi succederà a John Galliano all'interno di Dior? Sono parecchi gli scenari che si profilano, ma la rosa dei candidati (o meglio avvoltoi che si aggirano attorno alla carcassa dell'animale ferito) dovrebbe ridursi a Hedi Slimane, ex direttore artistico di Dior uomo, Alber Elbaz, che ha rilanciato Lanvin e Riccardo Tisci attualmente in forze a Givenchy.
Secondo Suzy Menkes dell' "Herald Tribune", John Galliano si sarebbe lasciato convincere a ricoverarsi in un rehab negli States per disintossicarsi, lontano da tutto e da tutti.
Lo stilista, finito nella spirale dell'alcool, non andava "quasi più allo studio da mesi" e, oltre alla pressione per le collezioni, non si sarebbe più ripreso psicologicamente dalla morte nel 2007 di Steven Robinson, suo amico e principale collaboratore da una ventina d'anni.
Aumenta così il coro delle voci in sua difesa, che pur deplorando le ingiurie antisemite, insistono sul terribile 'lutto' che è per la moda la perdita del talento di Galliano e su quanto sarebbe giusto dare allo stilista una seconda chance di ricominciare, invece di distruggergli la vita. Chi è il buono e chi è il cattivo in questa storia se la parte lesa non tende una mano? Ci si sciacqua tanto la bocca con parole come 'dignità', 'reputazione', eppure nessuno conosce la parola 'perdono'.

john-galliano un altra occasione perdono.jpg

Come leggiamo sul Dagospia, anche in Italia c'è chi si scaglia contro la "Sarta inquisizione" di Bernard Arnault, proprietario di Dior, come il divino Quirino Conti, scrittore ed esperto di moda, che ha scritto una bellissima, amarissima lettera sull'infelice destino di John Galliano.
Eccone qualche stralcio: "Pur condannando senza riserve il gravissimo comportamento dello stilista, fino a che punto un alcolista (o peggio) può essere ritenuto responsabile, nel corso della sua dipendenza, di quel che fa o dice, anche se raccapricciante?"
Sempre secondo Quirino Conti, "punendolo, Bernard Arnault ha punito se stesso e un po' tutto il mondo. giacché un poeta è raro e prezioso come un raggio verde al tramonto. e va protetto. Da se stesso".
Come scriveva Marcel Proust: "tutto ciò che abbiamo di grande ci viene dai nervosi: sono loro e non altri, che hanno fondato le religioni e creato capolavori...".

via e via

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08 Mar 2011
alle 12:30

alessandra

sono completamente  d'accordo con le sue parole...John rimettiti al piu' presto e torna a fare cio' che il mondo ti invidia!

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