La moda passa, lo stile resta
Cala il sipario sul 60° Festival di Sanremo e lo indossa direttamente Antonella Clerici, prima lugubremente annunciato con un vestito di strass neri e poi, direttamente indossato, come una vedova nera, nelle ore finali del Festival, perché al peggio non c'è mai fine e come diceva Rocky Balboa "it's not over until it's over" ("non è finita fino alla fine"). E così è stato...
Se il primo abito ha la scusante del fine ricamo e della maestria artigianale, evidente, del taglio (sorvoliamo sul modello agée, sempre lo stesso...), il secondo le regala d'un colpo 30 chili di più, non facendola affatto sembrare "una regina", come crede l'Antonella nazionale che ringrazia lo stilista in sala.
Con quella gonna vaporosa con strati di tulle a sorreggerla, sembra al massimo la Regina Vittoria d'Inghilterra sul finire dei suoi anni (colpa anche dell'acconciatura?)
Sembrerebbe, a voler essere generosi, uno dei costumi di scena dell'immenso Arturo Brachetti che, a volte, nei suoi spettacoli indossa gigantesche gonne per celarvi sotto un'orgia fantastica di fiori e cotillon che tira fuori per incantare la platea.
Ma non è il caso di questo infelice abito che però giustamente fa il paio con la morte della canzone italiana di qualità, decretata dal terribile terzetto arrivato in finale.
Sul vincitore, poi, no comment...
Canterà la sua canzonetta neomelodica "in tutti i luoghi, in tutti i laghi", come recita un verso della sua canzone? Mah...
Comunque, al di là dei buoni ascolti che il Festival di Sanremo ha registrato quest'anno (incredibilmente....), This is the end my friends.
Solo un grazie di cuore alle contestazioni messe in atto dall'Orchestra del Festival, alla notizia dell'esclusione dai finalisti di Malika Ayane.
Un guizzo di orgoglio in un'Italia, quella del televoto, coi neuroni fortemente pregiudicati da Reality & Co...
Tutte queste proteste, se almeno nel terzetto finale, ci fosse stata anche solo UNA canzone vera, scommettiamo che non ci sarebbero state?
Se il televoto è un insindacabile specchio del paese, bhè, allora...povera Italia!
Condivido e aggiungo: quest'anno al festival alcune belle canzoni si sono sentite, ma le prime tre sono senza alcun dubbio le peggiori. Povera Italia... W l'orchestra, W Malika e W Maurizio Costanzo !
Chi sarà il successore di John Galliano? Anche in Italia c'è chi si scaglia cont…
L'artista e la persona: il cortocircuito di John Galliano, tutto e nessuno
L'eleganza upper class di Camillo Bona che racconta se stesso in ogni creazione …
Anelli come poesie: le incantevoli creazioni di Damiano Tacchi
Gran Ballo delle Debuttanti nei saloni di Palazzo Venezia: Roma riscopre giovine…
Cerchi lavoro nel mondo della moda? Ecco il sito che fa per te!
Sulla via di Cinecittà con Marina Rinaldi per essere belle senza soffrire...
Opening boutique IUIU: primo monomarca nella Capitale
La couture della Sartoria Rossi tra champagne, il dandy Andrea Raffaelli e Carrie …
Amici 11: Annalisa Scarrone in abito AVARO FIGLIO vince il premio della Critica
alle 00:05
alex
devo ricordarmi di non seguire più le finali dei festival, che riescono a far dimenticare quel poco di buono che si vede nelle serate precedenti..