Festival del Cinema di Roma: boicottato dai fotografi il primo photocall con i divi Paz Vega e Christopher Lee
Pubblicato da Sandra Rondini alle 16:00 in EVENTI e DESIGN
Singolare protesta oggi di tutti i fotografi accreditati a seguire il Festival Internazionale del Film di Roma. Dopo la proiezione per la stampa dell'ultimo film di Danis Tanovic, "Triage", con protagonista Colin Farrell, era atteso il photocall con tutti gli interpreti del film (eccetto il bel Colin, che non è potuto essere a Roma perché attende a giorni la nascita del suo secondo figlio).
Ma è stato interamente boicottato in massa dai fotografi per le condizioni, a loro dire pessime, in cui sono costretti a lavorare, stipati, nell'immenso Auditorium di Renzo Piano, dagli spazi incredibili e possenti, in un angolino dove trovano posto solo pochi fortunati. Tutti gli altri, da quattro anni, ossia in tutte le edizioni del Festival, sono stati costretti a scattare foto che poi nessuna agenzia ha loro comprato, data la pessima qualità. A differenza di ciò che accade a Cannes o a Venezia dove i fotografi lavorano in spazi ben più ampi ed illuminati.
Anche noi di WhyModa eravamo lì per il photocall-preconferenza stampa, in attesa di ammirare Paz Vega, la Venere spagnola che molti dicono assomigli a Penelope Cruz (in realtà, tra le due, ragazzi miei, ce ne corre...), ma tutto è saltato: i fotografi, con una singolare rappresaglia hanno messo "tutti giù per terra" le loro macchine fotografiche, impedendo così il photocall e nessun attore si è fatto vedere da quelle parti, né tanto meno qualcuno della produzione.
Ecco qualche immagine del boicottaggio e il comunicato stampa che FPA (Fotoreporter Professionisti Associati) ha rilasciato per spiegare le motivazioni della loro protesta. "Questa mattina l'atteggiamento finalmente compatto e determinato dei fotografi accreditati al Festival del Cinema di Roma ha causato l'annullamento del primo photocall in programma, come sempre tenuto in un sottoscala, come negli anni scorsi. Nonostante tutte le nostre richieste tese ad ottenere uno spazio più consono per le foto, ed anche più rispettoso del nostro lavoro, come dovrebbe essere per un festival cinematografico internazionale che si rispetti, nulla è stato fatto in questi anni...Speriamo che la protesta di oggi non debba ripetersi nei prossimi giorni, ma che gli organizzatori abbiano compreso le nostre necessità e la nostra volontà di non essere ulteriormente presi in giro".
Firmato FPA (Fotoreporter Professionisti Associati)








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