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Sarli dice addio ad AltaRoma costretta, sul serio, adesso a puntare su nomi e volti nuovi. È la fine o un nuovo inizio?

Lunedì 13 Luglio 2009, 12:00 in EVENTI e DESIGN di
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La prima giornata di Alta Roma, iniziata con i giovani di Who is on Next? Si è conclusa ieri sera con uno dei vecchi leoni della couture italiana, Fausto Sarli, che, poco prima di sfilare, ha gelato la platea annunciando il suo definitivo ritiro dalla kermesse capitolina con la cui organizzazione non si sente più in sintonia.
Da ora in poi la storica griffe sfilerà solo nell'atelier di via Gregoriana, a Roma, per poche selezionate clienti e per un ristretto numero di giornalisti. Come nella golden age dell'haute couture degli anni ‘50 e ‘60 quando l'alta moda era davvero elitaria.
Difficile dire quanto un discorso del genere, in un mondo così globalizzato, possa resistere a un mercato che si avvicina più a una demi-couture che a una haute couture vera e propria.
Per quanto riguarda le defezioni eccellenti, tuttavia, Fausto Sarli non è il solo, e arriva per ultimo. Già altri grandi nomi della moda hanno deciso di organizzare fuori programma iniziative collaterali al calendario ufficiale di Alta Roma e non solo da questa edizione. L'autogestione creativa aveva preso il ‘la ‘ già dal luglio dello scorso anno, per la verità e la tendenza è proseguita anche quest'anno con un manipolo di stilisti scontenti dell'organizzazione delle sfilate o esclusi per motivi a loro dire alquanto discutibili, che hanno organizzato, chi nella propria boutique, chi nell'atelier e chi in qualche prestigiosa location. Due nomi per tutti: Patrizia Pieroni nel suo atelier di via del Governo Vecchio e Rami Al Ali al Cavalieri Hilton di Roma.
Lo stesso Lorenzo Riva, altro grande maestro della moda italiana, snobberà Santo Spirito in Sassia, sede ufficiale delle sfilate di Alta Roma, per un defilée privato per pochi eletti all'Hotel Exedra.
Le motivazioni profonde non vanno ricercate solo nella crisi economica che ha stretto in una morsa il settore tessile, ma anche in una incompatibilità di stile e organizzazione con i vertici stessi della kermesse capitolina che pur di rimpolpare, illusoriamente, un calendario scarno fino all'ossa, non ha esitato a inserire, con la motivazione che la moda è solo una delle tante espressioni dell'arte, anche l'inaugurazione di una boutique, la scrittura con il nuovo libro di Alfonso Signorini dedicato a Coco Chanel e persino i profumi, ma couture.

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