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“There are colours in your eyes, babe”: sfila a Roma la demicouture di Alessandra Giannetti

Mercoledì 9 Luglio 2008, 15:00 in Fashion News di
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Si è tenuto nell'ambito di "Fashion in town", rassegna d'eccellenza a corollario della settimana dell'alta moda capitolina, l'evento "There are colours in your eyes, babe", organizzato presso lo store Edo City, dell'omonimo marchio, in piazza del Paradiso.
Molto interessante la performance di moda e arte nata dalla collaborazione tra la stilista Alessandra Giannetti e l'architetto Anna Sacconi, due donne dalla forte personalità e dallo spirito affine.
La prima ha presentato un flash della sua collezione d'autunno, giocata su tre colori primari e sul dinamismo di volumi e forme: il blu, il rosso e il bianco di abiti senza taglia, ispirati all'indumento feticcio della Giannetti, l'hakama, ovvero la gonna giapponese. Ma anche maxi cappotti dalle forme coraggiose ed esasperate, dall'anima molto strutturale.

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In tutto quindici outfit, sperimentali nel concept e nei materiali: lino spalmato e impermealizzato, sete e canape gommate in una demicouture espressa da tagli sartoriali.

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Anna Sacconi ha, invece, allestito una serie di scatole d'artista, molto minimal, che si chiudono magicamente su se stesse senza bisogno di alcuna attaccatura, come quelle che un tempo contenevano a corte i preziosi kimono: scatole-origami, veri scrigni di eleganza sussurrata.

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Il Giappone e la sua cultura si respirano ovunque nella location scelta per l'occasione e di proprietà della stessa Giannetti, fondatrice del marchio Edo City e folgorata sulla via del  Japan.

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Edo, infatti, è l'antico nome di Tokyo, metropoli multiforme dalla fortissima energia, connubio di stile, tradizione e contemporaneità, a differenza di molte altre città, come anche Roma, purtroppo, sospese in un immobilismo a questo punto della storia davvero pericoloso.

L'amore di Alessandra Giannetti per questo Paese, che è Oriente per tradizione ma anche Occidente per innovazione, ha radici lontane: laureata in lingua e letteratura giapponese, a Tokyo torna frequentemente, non solo con il corpo, con frequenti soggiorni, ma soprattutto con la mente e la fantasia, trasformando questa fascinazione in una serie di rimandi evidenti nelle sue collezioni dove a farla da padrone sono l'ingegnosità di abiti multitasking che si trasformano e diventano uno nessuno e centomila.
Non sfuggenti, ma fluidi, come il passo sicuro di chi è proiettato nel futuro, è qui, ma è già altrove.

Cliccate su questo link per la gallery dell'evento ! 

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