La moda passa, lo stile resta
Purtroppo, dice un proverbio, "Tutto arriva e tutto passa", così anche quest'anno si è concluso, con uno strepitoso successo, il festival di musica elettronica più imponente di Roma, Dissonanze 2008, tenutosi il 9 e il 10 maggio in tre prestigiose location della Capitale: l'Auditorium Parco della Musica, il Palazzo dei Congressi (già sedi dell'evento nelle precedenti edizioni) e da quest'anno, new entry, l'Ara Pacis, aperta al pubblico sin dal pomeriggio per la straordinaria installazione firmata a due mani dallo scultore Mimmo Paladino su musiche concettuali di Brian Eno , pensata e realizzata su misura per gli spazi di questo museo la cui teca, creata dall'architetto americano Richard Meier, è al centro di un acceso dibattito culturale per la volontà, espressa dal neo sindaco Gianni Alemanno, di rimuoverla per sostituirla con qualcosa di meno discordante con il contesto urbano del centro storico in cui è stata inserita solo due anni fa.
Tra tutti i festival di elettronica che si tengono nel mondo per presentare gli artisti e le produzioni del momento, Dissonanze, è quello che, nel tempo, si è conquistato la più solida reputazione di Regno del possibile dove musica e sperimentazione d'avanguardia riescono a fondersi armonicamente, generando nuovi linguaggi e infinite possibilità d'espressione sonora.
Il tutto grazie a una community di artisti cult come Switch, Daniele Baldelli, Model 500, Carl Craig, Erol Alkan e Caribou.
L'atmosfera respirata all'Ara Pacis, palcoscenico d'eccezione per la nuova star dell'arte francese Cyprien Gaillard (grandissimo!!!), è stata, in assoluto, la più sofisticata respirata durante la rassegna, non solo per l'ottimo djset, ma anche grazie al target degli invitati il cui look avrebbe fatto la felicità di ogni stylist e redattore di moda: abiti audaci, mise trasgressive e griffatissime.
Età media compresa tra i 30 e i 40, tutta gente legata al mondo dell'arte, del design e dello spettacolo, sia professionalmente che mentalmente, tanto che, più che a un exhibition all'ultimo piano dell'Ara Pacis, nella splendida terrazza bianca illuminata dopo il tramonto da soffusi neon multicolor, sembrava di essere capitati per caso a un cocktail party molto, molto trendy.
Avvistati Anna Falchi, Costantino della Gherardesca e Pierluigi Diaco.
Più formale l'atmosfera all'Auditorium, di certo, tra le tre proposte, la location più defilata, dove il pubblico ha meno avvertito il vero spirito di Dissonanze che ha, invece, raggiunto la sua massima espressione negli iperbolici spazi dell'Eur.
Entrambi le notti, infatti, hanno visto dominare, incontrastato, il Palazzo dei Congressi che con i suoi mega palchi, le installazioni di sponsor eccezionali come MySpace, è stato, in assoluto, il luogo più potentemente sperimentale e suggestivo.
Davvero un altro pianeta dove, su tre diversi livelli della mega struttura, è stato reso un omaggio magistrale alla rivoluzione della musica elettronica esplosa come una bomba negli anni '80 e, in particolare, a Detroit, la città dove è nata la techno.
Che altro aggiungere su Dissonanze 2008?
Solo che, se ve lo siete perso, vi siete persi qualcosa...
E il prossimo anno non ripetete l'errore! 
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