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Gioielli dimenticati, vecchi ricordi, dolci o amari, che si trasformano e tornano a nuova vita grazie alla fantasia di Rossella Ugolini, geniale designer che a questa recherche du temps perdu dedica parte della sua produzione orafa.
Collane ereditate o regalate, i gemelli del nonno, un bracciale che per qualche motivo ha smesso di piacerci come un tempo, vengono trasformati in orecchini, pendenti e in qualsiasi cosa si desideri.

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Alla fine la trasformazione è così radicale che solo il proprietario ricorderà com'era in origine il suo nuovo gioiello, ma agli occhi degli altri saranno cancellate, come orme sulla sabbia, le tracce di quel che un tempo era qualcosa di completamente diverso.
Il bello è che questo gioco di de-costruzione e restyling dei ricordi preziosi che tutti abbiamo nel cassetto, è potenzialmente infinito e, infatti, a Rossella Ugolini, quando trasforma un gioiello in una creazione del tutto nuova, e originale, vengono contemporaneamente  in mente tante altre possibili varianti.

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E sono molte le clienti che si appassionano a questo gioco e dopo qualche tempo ritornano perché Rossella Ugolini metta ancora mano ai loro gioielli, trasformandone design e anche significato.
Il discorso qui è molto profondo e non riguarda solo l'arte orafa di cui la Ugolini è vera maestra. Psicologa del cuore, designer di nuovi ricordi.
Capace di addolcire quelli più amari, come nel caso delle fedi dopo una separazione. Che farne? Con nostra sorpresa, abbiamo scoperto che quasi nessuna le fa fondere come ci si aspetterebbe metaforicamente facesse dopo che, appunto, il vincolo matrimoniale si è scisso per sempre.
Molte signore preferiscono conservare l'anello impreziosendone però il bordo con tanti tintinnanti charms, forse per esorcizzare l'amarezza con un pò di allegria e voltare pagina, perché se i ricordi non si possono cancellare, è vero che possiamo migliorarli e conservare solo il bene che c'è stato.
Perché è questo che ci permette di andare avanti.

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Molto belli anche gli orecchini ricavati da gemelli di famiglia e quelli asimmetrici a cui appendere un unico ciondolo charmant, per illuminare con originalità una mise. Come il ciondolo in corallo che può essere sia mono-orecchino che punto focale di un' incantevole collana.

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Tanti anche i gioielli pensati per l'infanzia e indossati, ça va sans dire, più che da piccoli clienti, da orgogliosi genitori. Come i ciondoli a forma di bimbo e bimba da appendere a una collana di caucciù o usare, perchè no?, come orecchini.

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Quello di Rossella Ugolini alle sue clienti, infatti, è anche un invito alla fantasia, al credere che c'è sempre una seconda opportunità per tutto e che niente è mai troppo eccentrico se indossato con la giusta dose di charme e ironia.

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Le sue creazioni, pur nella loro extravaganza, conservano un allure classica ed elegante, che irradiano di femminilità le donne che sanno che, comprando quel gioiello, acquistano anche la magia di scoprire, come in un gioco di scatole cinesi, che nel cuore di ogni cosa è nascosta la possibilità di diventare sempre qualcos'altro...

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Francesca Boncompagni Antinori è uno dei più importanti produttori di vino in Italia.
Laura Mussi è una famosa designer con alle spalle più di venticinque anni di esperienza nella produzione e nella vendita del cashmere più pregiato.
Insieme hanno unito le loro forze per creare un nuovo brand del lusso, tutto dedicato alla purezza del cashmere e alle sue mille potenzialità stilistiche.

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Princess Boncompagni Cashmere by Laura Mussi è il nome di questo brand che si è imposto sul mercato grazie alla grande ricerca e sperimentazione dei suoi laboratori in cui, nel pieno rispetto della grande tradizione artigianale italiana, vengono realizzati capi dal design inimitabile.
Perfetto esempio di Italian Style, Princess Boncompagni Cashmere by Laura Mussi presta grande attenzione al dettaglio, perchè è dai dettagli che si riconosce un prodotto d'alta qualità.

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Il design oscilla tra il classico e l'avant-garde, i colori sono delicati e neoromantici.
Nel creative space romano My Cup of Tea in via del Babuino abbiano potuto ammirare una selezione nelle nuance del rosa e dell'azzurro, in modelli iperfemminili di una classe estrema, pensati per una donna che viaggia, lavora. Vive. Ad ogni latitudine del mondo e sotto ogni clima.

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Il cashmere di Francesca Boncompagni Antinori e Laura Mussi, infatti, è sinonimo di comfort e piacevolezza ad ogni temperatura. Caldo e avvolgente d'inverno, fresco e sensuale d'estate. In una parola: perfetto.

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Per saperne di più su questo brand cliccate qui o scrivete a info@princessboncompagni.com

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È stata inaugurata oggi a Roma, al Palazzo delle Esposizioni, Spazio Auditorium, la mostra fotografica di National Geographic Italia dal titolo "Il Nostro Mondo".

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Tra le personalità intervenute alla conferenza stampa: Mario De Simoni, Direttore generale Azienda Speciale Palaexpo, Fulco Pratesi, Presidente onorario WWF Italia, Andrea Campelli, Media Relations Manager Unilever Italia e Antonio Politano, fotografo e collaboratore di National Geographic Italia.
A cura di Guglielmo Pepe, (Direttore National Geographic Italia e curatore della mostra) nell'anno internazionale della biodiversità, questa importante retrospettiva fotografica racconta, attraverso 91 immagini inedite e realizzate da 48 fotografi,di cui 4 italiani e 1 solo presente in sala, Antonio Politano) le differenze e le similitudini che caratterizzano la specie umana.

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Se negli anni presedenti si è voluta raccontare la biodiversità attraverso immagini legate alla natura, all'ambiente e agli animali, quest'anno i riflettori sono puntati sull'uomo, o meglio, sulla diversità umana. In una società come la nostra, bombardata da immagini che viaggiano veloci nell'etere e nel web, la fotografia ha il potere della lentezza, ossia della necessità della riflessione. È un'arte che riesce a cogliere l'attimo, strappandolo al flusso del tempo e raccontando attraverso una sola immagine una storia intera.

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Attraverso questa mostra, composta tutta da fotografie inedite per il magazine National Geographic, si è tentato di spiegare che, in fondo, le differenze tra gli esseri umani sono meno di quelle che pensiamo. Nei momenti difficili, così come in quelli felici, sono più le similitudini che ci legano che le differenze che ci dividono e che spesso nascono dalle tenebre del pregiudizio e delle ideologie.

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Per Andrea Campelli, Media Relations Manager Unilever Italia, la diversità è una risorsa socio-culturale e il rispetto dell'ambiente è una vera e propria mission aziendale per Unilever, la principale azienda produttrice di tè al mondo con i marchi Lipton e PG Tips, che dal 2007 acquista tutto il suo tè da fonti sostenibili ed etiche.
La sostenibilità delle fonti è certificata da Rainforest Alliance, una ong indipendente, già molto nota per la certificazione di piantagioni di caffè e di banane. Non si tratta solo di apporre un semplice marchio sulle confezioni di tè, ma di garantire raccolti migliori e maggiori introiti per i coltivatori stessi, migliorando così le condizioni di vita di circa due milioni di persone in tutto il mondo.

Continua a leggere "“Il Nostro Mondo”: inaugurata a Roma la mostra fotografica di National Geographic Italia per raccontare la bellezza della diversità umana. L’impegno di Unilever a difesa del capitale umano e culturale" »

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Dopo il successo delle scorse edizioni, torna a Roma per la terza volta l'evento "Oriental Night", che questa volta si è svolto con grande successo all'interno del maestoso Ambasciatori Palace Hotel della sempre glamour via Veneto.
L'evento ha chiuso con grande stile la rassegna capitolina dedicata all'alta moda romana, lanciando un ideale ponte tra la cultura orientale e quella occidentale, meno distanti di quanto si creda...

"Siamo nani sulle spalle di giganti" ha scritto qualcuno e nel caso delle influenze che la cultura medio-orientale ha avuto sullo sviluppo della nostra questa è una frase che non dovremmo mai dimenticare.
Per nostra fortuna, a ricordarcelo, con una performance ben congegnata e studiata, filologicamente e artisticamente nei minimi particolari, è il grande Nino Graziano Luca, noto alle cronache per la sua vasta cultura nel campo dell'arte e della storia del costume.
Antropologia culturale e fashion world si sono idealmente stretti per una sera generando un unicum in cui le naturali barriere sono venute meno. Ciò che resta è pura e semplice bellezza. Pur nella diversità che va comunque sempre preservata come patrimonio universale.
Applauditissima la sfilata di moda araba durante la quale sono state recitate emozionanti strofe di poeti medio-orientali che vissero in Sicilia nell'XI secolo.
Notevoli anche le belle coreografie di danza contemporanea ispirate alle tradizioni degli Emirati Arabi, sempre avvolte da un alone di mistero che ai nostri occhi di occidentali conservano sempre un fascino senza pari.
L'idea alla base dell'evento "Oriental Night", e del suo ideatore Wafeeq Sulaibeekh, è appunto quella di diffondere il più possibile la cultura di questo popolo, liberandola dagli stereotipi che la avvolgono e la costringono in maglie e categorie che non le appartengono.
Non si può giudicare l'Altro da sè con i nostri occhi. Anche nella moda questa è una visione antropocentrica assolutamente da combattere.
Dialogare con la cultura europea si può, rispettando le diversità proprie e quelle degli altri. Perché è questo il vero patrimonio del mondo. Ma lo sforzo non può mai essere univoco. Bisogna andarsi incontro.
Infine, un annuncio in esclusiva: per contraccambiare l'ospitalità, nella primavera del 2011 sfileranno nello Stato del Bahrein i nomi più importanti dell'Alta Moda e del Prêt à Porter italiani, affinché pure i Paesi del Golfo possano entrare in contatto con la nostra cultura e i nostri prodotti sartoriali di alta qualità. E noi, ovviamente, con i loro. Perché questo filo del dialogo non venga mai meno, ma anzi si rafforzi sempre più, contribuendo allo sviluppo dell'economia e dell'arte. Com'è stato un tempo e come può essere ancora oggi.

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Si è conclusa anche quest'anno AltaRoma, la settimana dell'alta moda italiana. Tra alti e bassi, luci ed ombre, al di là delle solite sterili polemiche che lasciano il tempo che trovano, la Couture, quella vera, ha avuto il suo palcoscenico d'onore.
Il Complesso Monumentale di Santo Spirito in Sassia forse non avrà l'appeal dell'Auditorium di Renzo Piano, ma questa splendida location, affacciata sul biondo Tevere, piena di arazzi e sale meravigliose, non può temere attacchi di bassa lega, francamente gratuiti. Non lo merita.
Ma siamo qui per scrivere non della fine di una kermesse, ma di quella di una Presidenza che fin dal suo esordio ha fatto sempre molto discutere.
Il motivo? Francamente, non è mai stato molto chiaro, ma di certo abbastanza gratuito.
Come dicevamo, si è concluso il mandato della bella e brava presidente di AltaRoma, l'imprenditrice Nicoletta Fiorucci, che con coraggio ha traghettato la manifestazione in nuove avventure, sostenendo giovani talenti ed evitando, quando ha potuto, che gli stessi mostri sacri dell'alta moda italiana si "sbranassero" tra di loro.
Un lavoro di cesello e di difficile ricerca di equilibri diventato spesso difficile, se non impossibile, quando a mancare è stata la volontà di ricercare un compromesso. Posizioni irrigiditesi, pregiudizi, aspettative irrealistiche e il semplice gusto all'italiana del gioco al massacro invece di un sano fairplay e di un gioco di squadra (che ai tempi d'oro fece la fortuna dell'alta moda italiana...), hanno impedito al cda di AltaRoma di fare il suo lavoro al meglio.
Ora che lascia la presidenza di Altaroma a fine mandato, verso aprile-maggio, dopo che Andrea Mondello lascerà la presidenza della Camera di Commercio a fine maggio e sarà stato approvato il bilancio, di Nicoletta Fiorucci ci resterà il ricordo di una Signora che, a differenza di molte altre, non si è mai abbassata a squallidi teatrini provinciali. Del bon ton e della classe ha sempre fatto la sua bandiera. Con voce calma e modi distinti ha saputo tenere testa alle tigri di carta che bazzicano in questo ambiente.
Ora si dedicherà alla sua famiglia e tornerà a fare l'imprenditrice a tempo pieno, oltre che a collezionare splendide opere d'arte nella sua villa sull'Appia Antica, radiosa come un museo e ricca di vita e di colori.
Il nuovo taglio di capelli, opera del grande Michel, le dona molto e la ringiovanisce, regalandole un allure sofisticato. Perchè, come ci ha spiegato saggiamente lei che si sente "bionda nell'anima", dopo anni a lottare con lo stereotipo della bionda bella, ma oca, arriva un'età della vita in cui il biondo è finalmente solo un colore, che illumina il volto e addolcisce i lineamenti. Alla fine quello che conta è solo la personalità. E lei ne ha da vendere.
Questo e molto ancora a noi di WhyModa, la signora Fiorucci ha raccontato nelle ultime frenetiche ore del giorno finale di AltaRoma.
Una confessione su tutte, che poi è una grande dichiarazione d'amore: la sua grande passione per questa manifestazione e per la moda stessa.
Come tutti ben sappiamo, non sempre i grandi amori vengono ricambiati. Però questo non importa. Ciò che conta è quanto uno è disposto a investire di sè in quello in cui crede. Poi sarà quel che sarà.

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Il suo primo ricordo legato al mondo della moda è di quando da bambina accompagnava la nonna dalla sarta. Come si usava un tempo, ci si faceva cucire i vestiti su misura, tutto era sartoriale e l'atmosfera degli atelier visti con gli occhi di una bambina doveva sembrare davvero qualcosa di molto vicino al paradiso. Il sarto in questione era Capucci, ca va sans dire, e una signora che si chiamava Eleonora le regalava splendidi scampoli di stoffa con cui creare abiti per le sue bambole.
Da allora ne è passato di tempo, dai ricordi felici di bambina in una Roma in cui la Couture era dominata dai grandi maestri. Ora che anche "le pulci hanno la tosse" Nicoletta Fiorucci confessa di essere indifferente al grande circo della moda e di amare la linearità dei vestiti, dalle forme fluide e scivolose. Le sue mise, sempre molto eleganti e concettuali, sofisticate e dai volumi puliti eppur originali nel taglio e nella fattura, sono per lei sempre il frutto di un colpo di fulmine.
Quando entra in boutique, segue il fil rouge dell'emozione. Adora gli accessori dalle linee nuove e importanti e, soprattutto, le scarpe di Nicholas Kirkwood.
Nessuna fantasia o stampa, meglio tinte unite, preferibilmente bianco o nero o entrambi mixati insieme nel più chic degli abbinamenti.
Nicoletta Fiorucci è una donna dalla bellezza classica, ma non dai gusti classici. Il suo concetto di eleganza è wild e libero da ogni schema. Adora giocare con linee ardite, sia nella vita di tutti i giorni sia quando è in veste ufficiale di presidente di AltaRoma o di business woman.
In questo senso c'è una precisa presa di posizione di uno stile che è sempre lo stesso in ogni situazione e non in balia di alcuna tendenza.
Una fashion identity costante, un sentirsi bene con se stessi e con la coerenza delle proprie scelte. Sia stilistiche che di vita.
È Nicoletta Fiorucci a indossare un abito, mai il contrario come accade a donne con personalità meno magnetiche e decise della sua, che nascondono l'horror vacui delle loro idee dietro un vestito di una griffe importante.
Da parte di WhyModa: Buona fortuna signora Fiorucci! Wink

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