Il Museo Valentino non si farà: la fine di un sogno fashion per Roma e un'occasione mancata per il made in Italy
Pubblicato da Sandra Rondini alle 15:30 in STILISTI
Avrebbe potuto essere un museo gioiello di Roma. Il luogo del trionfo del made in Italy, invece il museo di Valentino, una promessa fatta dall'ex sindaco di Roma, Walter Veltroni, a quello che oggi viene celebrato, anche attraverso un film biografico, come "L'ultimo imperatore" ma che la giunta Alemanno non vuole mantenere.
A gettare benzina sul fuoco delle polemiche mai spente sono stati lo staff dello stilista e lo stesso Valentino, intervistato più volte in questi giorni per l'uscita di un film sulla sua vita.
"Veltroni si era impegnato davanti a tutto il mondo- ha detto suo il braccio destro, Giancarlo Giammetti- ma con la giunta Alemanno c'è stato un intoppo. L'assessore Croppi ci ha proposto di fare un museo per più stilisti, e noi non ci siamo più ritrovati con quell'idea".
Ma cosa c'è veramente dietro allo stop al museo di uno dei più grandi stilisti di tutti i tempi?
Solo l'ira, il rancore e l'invidia, secondo molti, degli storici stilisti romani, alcuni dei quali avrebbero persino minacciato di disertare le sfilate romane azzoppando definitivamente una rassegna che da anni in forte crisi.
Inoltre, ci sarebbe anche l'irritazione di alcuni personaggi di spicco dell'amministrazione verso l'atteggiamento di Valentino. Non solo per le pretese dello stilista, ovvero per aver chiesto tutta per se la grande struttura dell'ex mercato del pesce di San Teodoro, sede da pochi giorni di un farmer market, quanto per la pretesa di avere un museo tutto per se in città dopo la sua l'ingenerosa "fuga" da Roma circa 25 anni fa, quando Valentino scelse Parigi come suo quartier generale snobbando la Capitale e decretandone la quasi-morte sul fronte di un settore così importante come l'alta moda.
Che dire?
Purtroppo, in questo caso, tra i due litiganti, Valentino e il Comune, il terzo, ossia noi fashionisti, non godiamo di certo!








